Piernik

mercoledì 30 novembre 2016

Piernik 1/8

Lo so le feste sono passate, il Natale ci ha salutati, io dovrei voltare pagina e andare avanti, ma sono ancora tante le curiosità che voglio assecondare, i dolci da provare per cui porto avanti la mia rubrica, nonostante la corrente mediatica abbia già preso un'altra direzione.

Questa è la settimana degli scatoloni, delle decorazioni riposte, delle luci spente, dei centri rossi messi via, dell'albero spoglio e di qualche pallina di vetro in meno. Si spengono i riflettori, si chiude il sipario, i protagonisti lasciano la scena e, in fila, uno dietro l'altro, ritornano ad occupare quell'angolino in soffitta in attesa del prossimo debutto.
Ogni oggetto metto via, ma terrò con me la magia!


Piernik


La ricetta che ho seguito la trovate qui e la versione originale qui
The recipe I followed can be found here and the original version here

Piernik

Note che vi consiglio di leggere solo dopo avere visionato la ricetta al link sopra.
La ricetta non è assolutamente difficile, si prepara velocemente, e necessita di un lungo tempo di "riposo" in frigo. Preparatevi ad essere inondati dal profumo delle spezie che aleggerà nelle vostre cucine, sia durante la preparazione che, in seguito, in cottura. Meraviglioso. Non avevo mai utilizzato tutte queste spezie in un solo dolce e devo dire che, nonostante il mio scetticismo iniziale,e la presenza di una nota piccante (pimento), mi sono ricreduta, è semplicemente buono. 
L'unica difficoltà riscontrata è che si presenta molto appiccicoso, per cui necessita di essere manipolato con un bel po' di farina sul piano, meglio ancora è preferibile stenderla (da ricetta l'impasto va diviso in tre parti uguali, stesi a rettangolo e cotti separatamente) tra due strati di fogli di carta da forno (sempre abbondanti spolveri di farina), nei quali se volete, potrete disegnare il rettangolo che la ricetta richiede. Noi abbiamo dovuto riporre in freezer, tirarli fuori uno alla volta, staccare delicatamente uno dei fogli di carta e cuocere. 


Piernik


Settima tappa del mio viaggio: la Polonia.

Cenni e curiosità

Il nome piernik deriva dalla parola antica pierny (pepato) e tradotto vuol dire pan di zenzero.

Ha la forma di una torta a strati, farcita con marmellata e rivestita di cioccolato in superficie.  Ricco di spezie (cannella, zenzero, cardamomo, chiodi di garofano, noce moscata, anice stellato e pimento)si ottiene dalla miscela di miele, farina, latte, zucchero e uova. 

L'impasto a crudo va lasciato fermentare dalle 4 alle 6 settimane in frigo ed una volta cotto, si consuma la vigilia di Natale

Nasce come prodotto di esportazione essendo resistente ai lunghi viaggi, probabilmente dovuto all'alta percentuale di spezie. 

Approvato nel XXVIII secolo esso rappresentò simbolo di ricchezza e status.







Ma parliamo delle tradizioni natalizie..

Nel mio peregrinare mi sono imbattuta nel post di una ragazza polacca che vive a Catania che racconta, con un velo di malinconia, i suoi ricordi. (qui)

Piernik

Vi riporto alcuni versi:


" La vigilia e il Natale che aspetto sono diversi da quelli concepiti nei films, diverso da gli usi e costumi provenienti dagli States e che noi abbiamo ormai adottato. Casa mia non è uno chalet di montagna circondato dalla neve con un fastoso albero luccicante nel grande salone. No il Natale a casa mia non è poi così particolare, ma è il mio natale.

La vigilia di natale non è solo il "cenone", ma un insieme di gesti, parole e pietanze tradizionali che non mancano mai, che insieme formano un intreccio inimitabile in nessuna parte del mondo e di cui noi siamo fieri.

La sera della vigilia a casa mia si aspetta la prima stellina nel cielo che darà il via all'inizio dei festeggiamenti (denominata Feste delle stelle, in ricordo della stella cometa che annunciò la nascita di Gesù bambino). I bambini scrutano il cielo seduti dietro le finestre.




La tavola viene coperta con una tovaglia candida e festosa, sotto la quale, si mette una manciata di fieno secco che, simboleggia il fieno della stalla di Betlemme dove nacque Gesù Bambino. Sul fieno si adagiano due rettangoli di sfoglia di ostia oplatek, la stessa che verrà poi divisa in pezzetti nelle chiese polacche nel periodo pre natalizio.





Ogni familiare o amico con un pezzo di ostia in mano, si avvicina agli altri presenti e fa loro gli auguri staccando, un pezzo della loro ostia e mangiandola, in segno di comunione.




Solo dopo ci si siede a tavola. (i resti vengono offerti agli animali domestici e da cortile, la leggenda dice che la notte di Natale gli animali parlano, e i bambini rincorrono cani e gatti e maialini cercando di ascoltare le loro parole)

La tradizione vuole che si lasci un posto vuoto pronto a ricevere un ospite inatteso.

La cena dovrebbe essere composta da dodici portate* vegetariane, senza né carne né uova, ma a casa mia arriviamo a 4 o 5 in tutto, essendo pochi.

* in riferimento ai 12 apostoli e i 12 mesi dell'anno.

Dopo cena si mangiano i dolci (non vengono serviti a tavola), si beve del the nero e si canticchia, spesso insieme a un Cd, i koledy, ovvero canti religiosi natalizi antichissimi, i cui testi risalgono al '400 o '500 e per noi costituiscono un tesoro culturale che chiarisce, spiega e rende più personale il senso religioso delle Feste che la partecipazione alla nascita di Gesù. per me i canti più belli sono quelli di Cracovia.

La serata procede e molti iniziano a guardare verso l'albero, sotto il quale attendono dei regali della Stellina. A casa mia è la Stellina a portare i regali, in altre case invece l'angioletto, in altre ancora Babbo Natale. I regali si aprono piano piano, si portano a tavola, si mostrano e poi giunta la mezzanotte si va alla Pasterka (messa dei pastori). Durante la messa si cantano di nuovo i canti natalizi e si visita per la prima volta il presepe.

Il Natale 2007 lo passo in Italia, a Catania. Se devo essere sincera avrei preferito trascorrerlo a Cracovia, a casa mia, con i miei familiari polacchi, in mezzo alle nostre tradizioni e usanze natalizie ma purtroppo per vari motivi la visita dai miei devo rimandarla fino a febbraio. Il Natale italiano non lo sento così forte e “mio” come quello polacco, nonostante i legami affettivi che oramai mi uniscono sia ai miei amici e familiari italiani sia all’Italia in genere. In ogni caso, le tradizioni natalizie di casa mia le porto dentro di me e spero che questo articolo, personale e soggettivo che sia le abbia ricordate ancora una volta a chi come me passerà le Feste lontano dalla Polonia, spiegando al tempo stesso agli amici italiani il senso e la bellezza del Natale polacco al quale sono tanto ma tanto affezionata." Karolina Janeczko

Piernik

 A mezzanotte i cori kolenda accompagnano i fedeli alla messa 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=3Rph52hMs_s]


e i Gwiadorze, i cantori di Natale vagabondano per le strade sino all'Epifania intonando canti e inscenando spettacoli con i burattini (Szopi)


Una curiosità: un tempo le ragazze usavano mettere un pettine sotto al cuscino e chi le avrebbe pettinate in sogno, sarebbe diventato il loro sposo



 Alla prossima tappa!

Ale.


Fonti sparse per il web.

Per eventuali correzioni e suggerimenti non esitate a contattarmi.

Piernik

2 commenti

  1. Mia mamma è polacca, nonostante io sia nata e cresciuta in Italia ho passato alcuni periodi in Polonia. Tra i ricordi più belli ci sono proprio i periodi Natalizi. Ho rivissuto tutto quello che ha raccontato questa ragazza polacca e devo dire che queste tradizioni sono molto più sentite e pienamente vissute in Polonia. Grazie per questo post e grazie per questa ricetta, non ho mai provato a rifare il dolce in casa, ora ho un motivo in più ;)

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  2. Grazie Martina, sono contenta che ti sia piaciuto. Il racconto di questa ragazza mi ha trascinata ed ho voluto condividerlo con voi. La ricetta non è difficile, ma dovresti dirlo tu a me.... :P

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